FATTURAZIONE ELETTRONICA PER EC-COMMERCE

Cosa c’è da sapere sulle fatture elettroniche

Dal momento in cui è entrata in vigore, i titolari di e-commerce hanno dovuto adeguarsi alla fatturazione elettronica, pena il rischio di incorrere in severe sanzioni.

Il sistema di fatturazione elettronica è stato introdotto con l’obiettivo di organizzare in modo più efficace le procedure di emissione, trasmissione e conservazione delle fatture, semplificando i sistemi di transazione, tra cui anche quelle online.

Che cos’è la fatturazione elettronica

Introdotta ufficialmente nel 2008 per decisione dell’Unione Europea, in Italia si è cominciato a ricorrere alla fatturazione elettronica a partire dal 6 giugno 2014, dapprima solo per l’emissione di fatture verso la Pubblica Amministrazione. L’obbligo è stato poi esteso anche per le compravendite tra privati, sia tra due soggetti che versano l’IVA (fattura B2B) sia tra un soggetto che versa l’IVA e un altro che invece non è tenuto a farlo, in quanto consumatore finale (questa è invece la fattura B2C).

Grazie alla fatturazione elettronica, non solo è possibile ottimizzare tutte le operazioni riguardanti le fatture, ma anche combattere l’evasione fiscale: ogni passaggio può infatti essere controllato in tempo reale.

La fattura costituisce un documento fiscale emesso dal professionista o dall’azienda che cede un servizio o un bene, ma esistono casi in cui questo documento viene emesso da un soggetto terzo per conto del prestatore.

Fatturazione elettronica conto terzi: come funziona

Con il sopraggiungere dell’obbligo della fatturazione elettronica, le imprese hanno dovuto adeguarsi ai nuovi processi: la fattura elettronica è un documento valido solo quando viene processato dal Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate.

Per attivare un flusso di fatturazione in outsourcing, tra i due soggetti – prestatore ed emittente – deve essere stipulato un accordo tramite il quale l’azienda autorizza l’outsourcer alla gestione del processo di fatturazione conto terzi ponendo particolare attenzione alla gestione della privacy. Ulteriori ed espliciti accordi andranno poi dettagliati nel caso in cui si affidi in outsourcing anche la conservazione sostitutiva delle fatture elettroniche.

Fatturazione elettronica per e-commerce: come adeguarsi

Per adeguarsi al sistema di fatturazione elettronica, è necessario stabilire prima di tutto la tipologia del proprio e-commerce:

  • E-commerce diretto, dunque la vendita di prodotti o servizi immateriali che, ai fini IVA, assimilata a livello fiscale alle “prestazioni di servizi”.
  • E-commerce indiretto, quindi la vendita tramite internet di beni fisici destinati ad essere consegnati materialmente.

La normativa vigente stabilisce che i beni immateriali siano soggetti all’obbligo di emissione di fattura solo se richiesta dal cliente stesso. In tal caso, dal 1° gennaio 2019, la fattura deve avere formato elettronico e inviata tramite Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate.

Anche la vendita di beni fisici tramite e-commerce è esonerata dall’obbligo di emissione di fattura, a meno che non venga richiesta dal cliente oltre il momento di effettuazione dell’operazione. Quando, però, l’acquirente è un titolare di partita IVA che acquista un determinato bene in attuazione della sua attività imprenditoriale, è obbligato a richiedere l’emissione della fattura.

Nel momento in cui viene richiesto a un e-commerce di emettere fattura, questa deve essere redatta in formato XML e inviata attraverso l’apposito sistema di interscambio (SDI) tramite posta elettronica certificata oppure utilizzando il codice univoco, che permette di identificare il soggetto fiscale all’Agenzia delle Entrate.

Se un e-commerce era già esistente prima che entrasse in vigore la fatturazione elettronica è tenuto ad adeguarsi alle normative attualmente in essere.

Di conseguenza, qualora non fosse già esistente, è necessario integrare un’apposita sezione dedicata alla fatturazione elettronica. In aggiunta, è possibile introdurre anche un sistema di esportazione delle fatture – che, ricordiamo, devono essere generate in formato XML – le quali poi possono essere importate direttamente all’interno del software gestionale del sito.

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